Località

VARAZZE- LIGURIA 



Centro storico

Il nucleo del borgo storico, risalente al suo primo impianto all'XI secolo[7], è racchiuso in quella zona che si estende lungo il dosso collinare che domina il litorale e la valle del torrente Teiro. Il borgo medievale era chiuso da mura - ne esistono ancora alcune tracce[7] - e da cinque porte che si aprivano sia verso il nucleo storico e sia verso i sobborghi allungati lungo la spiaggia quali il Solaro, a levante, e il Borghetto a ponente[7].

Siti archeologici



Il menhir, ai Piani d'Invrea.

Sulla cima dei Piani d'Invrea si trova anche un piccolo menhir, poco documentato, ma che dalla sua posizione domina la città e anche il mare. Come tanti altri menhir, il monolito varazzese è rozzamente tagliato su una base quadrangolare che diventa più sottile nella sua parte superiore e finisce in punta.

Nella frazione dell'Alpicella si trova un rifugio risalente a 6000 anni fa (i cui reperti si trovano nel medesimo museo archeologico[11]) e una strada megalitica[12].

Sulla collina del Parasio presso l'antica chiesa di San Donato, è visibile parte del muro perimetrale del castrum romano-bizantino del IV-V secolo che presenta nella sua struttura, filari di pietre disposte a spina di pesce, rarissimo esempio in Liguria. Sono visibili, inoltre, alla base del campanile, i resti della torre del castrum.

Ritrovamenti subacquei[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 agosto 2012 viene annunciato dal nucleo subacqueo dei Carabinieri di Genova che, dopo oltre cinque mesi di rilievi, avviati a seguito di segnalazioni di pescatori, sono stati rinvenuti a 65 metri di profondità tra il fango i resti di una nave di epoca romana (databile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.) e parte del suo carico di anfore e vasi in terracotta per il trasporto commerciale via mare di olio di oliva e vino[13].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]



Un tratto della Passeggiata Europa

Tra le bellezze naturali va ricordata la passeggiata Europa, lunga circa 4,5 km, che, ricavata sul vecchio tracciato a binario unico della ferrovia Genova-Ventimiglia, unisce Varazze con Cogoleto.

Il tratto di ferrovia, dismesso nel 1970, è rimasto abbandonato a sé stesso per decenni e solo negli ultimi anni è stato oggetto di recupero. Dopo un recupero parziale di circa 1 km, realizzato in un primo tempo, nel 2007 è iniziata un'importante opera di riqualificazione dell'intero percorso, da parte del comune varazzino al cui territorio appartiene interamente, che ha trasformato il tratto dismesso in un percorso naturalistico ciclopedonale con illuminazione delle gallerie e servizi per i turisti.

Lungo il percorso si possono ammirare tratti rocciosi a macchia mediterranea dominati da pini d'Aleppo, che danno un'idea di quale fosse l'aspetto originario della regione prima dell'intervento dell'uomo.

Le rocce presenti sono serpentinoscisti, rocce metamorfiche di colore verde scuro, che diventano quasi bianche nel tratto vicino all'abitato. Con lo stesso tipo di roccia sono realizzati tutti i manufatti ferroviari: i portali delle gallerie, i muri di sostegno ad archi e i parapetti, anch'essi oggetto di recupero e restauro.

In zona S.Giorgio-Puntabella, fra Cogoleto e Varazze, si può osservare e visitare (scendendo lungo la scalinata di accesso del Cala Loca dalla strada Aurelia) una testimonianza unica di come, circa 125.000 anni fa, il  livello del mare fosse posto a quota 7 metri più in alto dell'attuale livello. Inoltre è presente una grotta, scolpita dall'erosione marina sulla dura roccia serpentinica, che costituisce l’intera caletta sottostante parte integrante del Geo-Parco Del Beigua - Patrimonio UNESCO.